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Cosa farai da grande? Essere e rimanere informati per sviluppare la propria visione

Martedì 16 ottobre, agli allievi di 4 media della scuola media di Agno, ho presentato, nel mio ruolo di direttrice di una struttura sanitaria del Cantone ed assieme ad alcuni miei collaboratori, i differenti mestieri presenti all’interno di una Clinica.

Proprio perché capisco quanto sia difficile, a soli quattordici anni, fare delle scelte di orientamento nel percorso formativo verso la vita professionale, sono stata onorata di poter partecipare a questa giornata fornendo ai giovani presenti qualche utile informazione e qualche spunto di riflessione. E devo dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa da come questa giornata sia stata organizzata; una sorta di piccola “expo professioni” con un importante coinvolgimento dei ragazzi e con un significativo investimento in termini di impegno da parte della scuola. Anche in questa occasione, come in altre, devo dire che sia gli allievi che gli insegnanti mi hanno fornito molti spunti sui quali riflettere volgendo lo sguardo al futuro della nostra società.

Cosa farò da grande? È sicuramente, per la sua connotazione esistenziale, una delle domande più difficili da affrontare e che ci si pone a diverse età. Dalla piccola infanzia in cui Lui si vede pompiere e Lei maestra, all’età più adulta in cui le risposte cominciano a farsi più concrete e contestualizzate. Ma è vero, e me ne sono accorta ancora in questa occasione, che l’adolescenza è un periodo chiave per un individuo, dove le scelte fatte, seppur forse non ancora definitive, cominciano ad avere un peso determinante nell’orientamento del percorso di vita del(la) ragazzo(a).

Dopo questa giornata credo sia corretto, per dovere di completezza intellettuale, estendere la fatidica domanda anche alla collettività, ovvero … Cosa faremo da grandi? Cosa faremo noi, Ticinesi, Svizzeri e Cittadini del Mondo? La nostra società evolve e i suoi bisogni evolvono insieme a lei. Nel nostro dovere d’informazione verso le future generazioni non dobbiamo dimenticare quest’aspetto.

I principali fattori dell’evoluzione della nostra società sono:

  • demografici, e avevo già sottolineato questo fatto nel mio articolo pubblicato su Opinione Liberale del 6 luglio 2018[1]
  • socioeconomici, con l’emergenza di nuovi mercati e anche di nuovi concorrenti
  • tecnologici: si pensi allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, della digitalizzazione e dell’automatizzazione.

Il WEF riporta[2]che il 65% dei bambini che sono a scuola in questo momento eserciteranno un mestiere che non esiste ancora. Questo dato deve farci riflettere sull’ “allievo che verrà” al quale, sempre di più dovremo non solo insegnare un mestiere, ma soprattutto insegnare ad imparare. Imparare a rilevare sfide, adattarsi al suo contesto per coglierne le opportunità ed anticiparne i rischi, imparare a sviluppare una visione per potersi orientare, e saperlo fare non solo a quattordici anni ma durante tutto il percorso di vita, anche al di la di quello professionale.

Martedì ho avuto il piacere d’incontrare allievi estremamente attenti alle opportunità che si presenteranno a loro nel mio settore di competenza, quello della sanità, in cui c’è già oggi un grande bisogno che vedo in futuro diventare ancora più grande. Ho parlato dei mestieri specialistici più ricercati, appunto perché meno conosciuti, come il tecnico di sala operatoria o il tecnico di diagnostica per immagini. L’ho fatto con la passione che mi anima quando si parla di sanità. L’ho fatto anche con la mia convinzione politica, basata sui valori del mio partito, il PLR. Credo infatti che:

  • per rafforzare la coesione della nostra società, ognuno deve poter trovare il proprio posto rispondendo ai bisogni della collettività, siano essi attuali o futuri;
  • per garantire la libertà di scelta e di orientamento, ognuno deve poter aver accesso alla formazione e all’informazione;
  • per sviluppare la nostra capacità ad innovare, ognuno deve poter sviluppare la propria visione e contribuire a costruire una visione comune.

Io credo in Noi!

[1]Michela Pfyffer : sempre più over 65 ? Un’opportunità per i nostri giovani (OL – pagina 8) ; https://issuu.com/opinioneliberale/docs/180706_ol 

[2]http://reports.weforum.org/future-of-jobs-2016/chapter-1-the-future-of-jobs-and-skills/

1 commento

  1. Bruno Shanti

    Mi fa molto piacere, che qualcuno come lei, prenda con cuore e tenacia i vari problemi che abbiamo nel nostro Canton Ticino

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